mercoledì 7 marzo 2018

la festa della donna -amodonostro

La festa della donna la collego sempre a ricordi legati alla mia infanzia, il primo su mio papà ve l'ho raccontato su instagram, il secondo è di mio nonno
che tutti gli anni nel giorno dell'8 marzo spariva per qualche ora ,
da piccola mi chiedevo come fosse possibile perché lo vedevo allontanarsi a piedi tramite i campi dietro casa e non mi capacitavo del fatto che al suo rientro avesse così tanti fiori da consegnare a tutte le donne di casa, quel suo gesto mi ha sempre fatto una grande tenerezza anche ora che è solo un lontano ricordo. Per mia nonna era sempre il mazzo più grande quello con una fiorita orchidea al centro, io adoravo quel momento delle consegne.. osservavo quel piccolo raccoglitore contenente l'acqua aggiunto all'ordichea, la proteggeva quasi a darle più importanza dei fiori che la circondavano, e poi ovviamente c'erano le mimose, tante, per tutte di diverse dimensioni in base alla nostra età.

ph via pinterest (non sono riuscita a risalire alla fonte originale se qualcuno me la segnala ovviamente la aggiungo subito)


Ed è nel giorno della festa della donna che colgo l'occasione per iniziare a presentarvi un progetto nato dalla collaborazione di due donne...


tutto è ancora in fase di costruzione, ma non resisto all'idea di rendervi partecipi di questa novità.
Ci sarà la mia Sartoria, il mio mondo oramai lo conoscete un pochino, e ci sarà Silvia, donna che stimo moltissimo e con la quale da subito ho avuto una grande affinità.


Silvia ha un negozio di bijoux nel centro storico di Cittadella, ha un gusto raffinato, è una donna piacevole, solare e pure molto bella  e io non vedo l'ora di raccontarvi che cosa stiamo creando..


Vi lascio solo qualche foto per anticiparvi questa nuova parte di Sartoria che sarà un pò me un pò Silvia e direi un pò AmodoNostro.

grazie per la vostra visita, e soprattutto buona festa della donna, mi raccomando ricordate di celebrarvi ogni giorno

un abbraccio

Fede

lunedì 29 gennaio 2018

ricomincio da qui

amo gli anni pari,
da sempre,
nella mia vita sono sempre stati gli anni pari a segnare novità e cambiamenti.

Credo sia in questo anno pari che ho bisogno di cambiare diverse cose
in questo mese sono stata osservatrice
ho pubblicato pochissimo su instagram, mio primo social direi quello del cuore,
mi sono lasciata sovrastare dalla mia famiglia
diciamo che tre figli sono in grado di assorbire totalmente il tempo che ho
è stato un mese di riflessione su cosa voglio veramente da questo 2018 perchè in fondo porsi degli obbiettivi non è affatto male, anzi direi un grande stimolo

lavorare da casa ha dei grandissimi vantaggi , poter gestire i bimbi in primis , ma ho bisogno di riuscire a focalizzare tutto in modo diverso, quest'ultimo anno con l'arrivo di Leone è stato un anno in cui ho più trascinato che realizzato, mi è sembrato un anno che è volato via, un anno che non sono riuscita,a livello lavorativo, a imprimere nella mia mente come volevo.

ho dei progetti in un cassetto qui vicino al computer, credo sia arrivato il momento di aprirlo,
ho bisogno di dirvi grazie perchè non ho davvero parole per esprimere la mia gratitudine
voi ci siete, vi accorgete di tutto, mi scrivete messaggi meravigliosi di sostegno e io non posso che dire grazie.


ieri mi avete scritto in tantissime chiedendomi la ricetta
vi lascio il link qui troverete tutti i passaggi nel delizioso blog di Enrica @chiarapassion

un'ultima cosa
 secondo voi newsletter si o no?

buona settimana

un abbraccio

Fede

martedì 8 agosto 2017

ho sempre amato le gonne e questo oramai lo sapete
ma con l'arrivo di Leone ho rivalutato l'amore per i vestiti
li infili e sei subito in ordine pronta per uscire


li amo che non segnino
che cadano morbidi e leggeri


a righe o quadretti


perfetti per il caldo che quest'anno ci fa impazzire

lui è un pezzo unico e lo trovate nello shop, ma oramai lo sapete meglio di me
le gonne la fan da padrone nel mio armadio
e con questo lino francese, pura poesia, è stato assolutamente amore


aspetto i vostri giudizi

grazie per la vostra visita

un abbraccio

fede

martedì 30 maggio 2017

J'attendrai... un sogno ad occhi aperti (ultima parte)

ieri purtroppo il pc non voleva collaborare
e quindi eccomi con un giorno di ritardo a condividere con voi la fine del racconto che Micaela ha scritto ispirata dalla mia Sartoria


se vi siete perse le precedenti parti vi lascio qui i link
la prima parte
e la terza


Torna in atelier con la stoffa in un sacchetto di carta beige, ma quando infila
le chiavi nella serratura, trova una sorpresa ad attenderla. La porta é gia aperta... il che puo significare solo una cosa. Le gambe le tremano. Con le mani sudate ed il cuore che le rimbalza nel petto apre il pesante battente in ferro e vetro ed entra. Eccola lì, in penombra, seduta alla sua scrivania invasa da scampoli di stoffa colorata. Nel suo completo grigio, troppo grande sulla sua figura esile, sembra l'ombra di se stessa. L'altéra ed affascinare madame Blanchard ha lasciato il posto ad un'anziana signora dall'aria dimessa. Marie lascia cadere il sacchetto a terra. Adeline alza la testa. Sulla scena solo loro, il ticchettio della pendola ed il rumore dei loro pensieri. Gli occhi di madame Blanchard sono velati. Marie si gira in direzione della porta pronta a fuggire ad un fiume di collera e veleno.  Appena appoggia la mano sulla maniglia, viene travolta da un grido, un suono inatteso, tonante e trionfale. Una risata. Madame Blanchard é esplosa in una risata irrefrenabile che scuote il suo corpo ossuto sotto i vestiti pesanti. Marie resta immobile incapace di pensare. Teme che dopo la risata arrivi la rabbia, il risentimento, la cattiveria. Quando l'attacco ilare , che ha riportato un po' di colore sulle guance esangui della sua titolare, si interrompe, Marie chiude gli occhi. Ha troppa paura. Si sente in colpa. 



"Di cosa hai paura Marie? Di una vecchia malata che non riesce neppur ad alzarsi da questa sedia? Pensi che sia arrabbiata, delusa, offesa? Si lo sono..." 
Gli occhi di Marie si riempiono di lacrime, "Ma solo anche sorpresa, entusiasta ed ammirata. Hai fatto più te per l'atelier in qualche mese che io in tutta la vita... Hai un quaderno pieno di ordini. Dei feedback entusiasti. Tutte vogliono una delle tue creazioni colorate e piene di vita. Gli ordini per le gonne grigie sono quasi nulli... Forse ho sbagliato Marie ad imporre il mio stile di vita agli altri ... Tu con i tuoi fiori, la tua freschezza ed i tuoi colori hai portato a queste donne quello di cui avevano più bisogno, la speranza... mentre io le coprivo con il grigiore della mia quotidianità. Brava Marie. Complimenti. Hai talento. Ora tocca a te decidere come farlo fruttare. Ora basta! Non restare lì immobile ed imbambolata. Prendi quel sacchetto che ti é caduto a terra e fuori dai piedi ragazzina". Marie scatta come una molla schiaffeggiata ed accarezzata da quelle parole. Afferra il sacchetto e corre via tanto velocemente da non sentire Adeline che le urla dietro "bonne chance" mentre un sorriso sincero le si apre sul volto.




Marie corre fino alla sua chambre de bonne. Sale le scale due alla volta e si chiude la porta alle spalle per rintanarsi nel  suo piccolo mondo. Le parole di madame Blanchard le risuonano ancora nella testa "Hai fatto più te per l'atelier in qualche mese che io in tutta la vita... Hai un quaderno pieno di ordini... Complimenti.... Hai talento. Ora tocca a te decidere come farlo fruttare..." 
Un atelier tutto suo? In realtà ci pensa da un po'. Nonna Céline le ha lasciato una piccola somma da investire e Marguerite ha trovato un piccolo locale in affitto al rez-de-chaussée del suo palazzo in rue des Tournelles ... se solo avesse il coraggio ...
Guarda l'orologio appeso sopra la cucina... sono gia le 16.30 deve consegnare la gonna entro sera. Pierre le ha lasciato un indirizzo probabilmente lo stesso della sua ragazza. 
Che giornata! Dopo aver perso il lavoro avrebbe conosciuto anche la ragazza dell'uomo di cui era innamorata... Marie prova a spingere indietro le lacrime che le bruciano negli occhi ed inizia a cucire. Lavora senza sosta, le dita le fanno male, ma non le importa, lavorare l'aiuta a non pensare. 
Puntuale, con i capelli arruffati ed il cuore in subbuglio, Marie e' all'ultimo piano del palazzo di rue Saint-Louis en l'Ile. Si dirige verso la porta con il batticuore di chi sa di dover rinunciare ad un sogno per consegnarlo in mani sconosciute. Si avvicina,  sul battente una lettera appesa alla porta in legno con una puntina. Sopra c'è un nome, il suo. Marie la apre con mani tremanti. La grafia, che non conosce, e' elegante e decisa "indossa la gonna che hai nel sacchetto e la camicetta che troverai lungo la scala che porta sul tetto. Porta con te il tuo sorriso più bello ed aspettami lì". 
Nessuna firma. Possibile che si tratti di uno scherzo? La curiosità  la spinge ad agire d'impulso. In fondo in quella giornata così strana cos'ha da perdere? 



Prende con cura la gonna che tanto ha desiderato. Bianca, con un delicato intreccio di rami di magnolia in fiore. La indossa. E' perfetta. Candida e leggera come un soffio di primavera. Sale le prime scale ed appesa al corrimano la trova, una camicetta rosa confetto, con uno scollo ampio che lascia le spalle scoperte. La stoffa leggera le scivola sulla pelle, liscia come seta. Accanto all'ultimo scalino Marie trova una scala che porta alla botola d'accesso al tetto. Con le gambe che le tremano sale, apre lo sportello ed esce. Gli occhi le si riempiono di meraviglia. Parigi e' ai suoi piedi mentre le sue dita sfiorano l'orizzonte. Le guglie di Nôtre Dame si scagliano fière contro il cielo iniettato di rosa all'ora del tramonto. La Tour Eiffel in lontananza regna solenne e silenziosa sulla città. Alle sue spalle la cupola immacolata della Basilica del Sacré Cœur. Sul pavimento un'ampia tovaglia a quadretti bianchi e rossi ed un cesto da pique-nique da cui fanno capolino una baguette ed una bottiglia di champagne. E poi fiori, tanti, tantissimi. Peonie, ortensie, rose e tulipani nelle delicate tonalità del bianco, rosa e fucsia. La musica di un vecchio grammofono suona una vecchia canzone romantica. I colombi tubano in una voliera, chambre d'hôte che mi accoglie durante il loro peregrinare. Marie ha il cuore gonfio di un sentimento che non sa ancora definire. Sui comignoli vasi a forma di calice raccolgono confetti rosa, bianchi ed avorio. E' solo allora che le capisce , e' solo allora che con un lampo di certezza sa che cosa avrebbe dovuto fare. "La sartoria dei confetti" e' sempre stata lì, dentro di lei, pronta a realizzare i sogni degli altri ed il suo. 



Sul suo volto si allarga un sorriso meraviglioso, di quelli che partono dal cuore e segnano una rinascita.  Le gambe smettono di tremare. Ed e' solo allora con gli occhi ancora puntati  sulla Tour Eiffel che lo sente. Uno sguardo intenso, protettivo e caldo posato su di lei. Un desiderio pronto a diventare realtà. Chiude gli occhi e si volta. Resta immobile. La brezza estiva le accarezza le gambe nude facendo danzare le magnolie rosa dipinte  sulla gonna, simbolo d'amore. Indimenticabile. Sarebbe rimasta per sempre la sua preferita, lo aveva capito dal primo istante. Impossibile sbagliarsi. Sente i suoi passi avvicinarsi, il suo profumo di ambra, patchouli e cassis l'avvolge in un abbraccio delicato mentre Pierre si china per baciarla. Restano così, intrecciati come rami di magnolia sullo sfondo di una Parigi in rosa, mentre i loro occhi si scambiano una promessa silenziosa che li legherà per sempre".


spero vi sia piaciuto quanto è piaciuto a me

vorrei ringraziare Micaela semplicemente per essere lei, una donna con un carisma incredibile che mi è piaciuta moltissimo e ringrazio di averla incontrata, anche se per ora solo virtualmente
e Claudia che intravedete in alcuni scatti di questi post nonchè fotografa di molti di essi che sto conoscendo e si sta rivelando anche lei una splendida scoperta

sicuramente quest'avventura è uno degli splendidi regali che il web mi ha fatto

buona giornata

Fede

mercoledì 24 maggio 2017

Pantaloni

buongiorno,
vi offro un caffè, per me rappresenta il fermarsi un attimo


e cosa meglio di un caffè per farvi conoscere loro : i panta 


sono una persona assolutamente impulsiva , se mi balena un'idea ho bisogno di vederla subito realizzata, e così complice un tessuto a righe eccoli li che prendono vita
morbidi lunghezza a metà polpaccio, personalizzabili al 100 per 100


si sa le righe per la maggior parte di noi sono una vera e propria dipendenza
le amiamo stanno con tutto tinte unite o fantasie poco importa le righe ci fanno sentire bene
credo sia per questo che le righe sono in assoluto i primi tessuti che guardo quando sono nei magazzini dei fornitori, 
sono sempre le righe il primo tessuto con la quale faccio un prototipo
e se non so cosa mettere la maglia a righe è sempre la soluzione
nascono così i Panta che chiamerei Circo
perché un po' a questa immagine mi fanno pensare


spero vi piaceranno

un abbraccio
Fede