martedì 8 agosto 2017

ho sempre amato le gonne e questo oramai lo sapete
ma con l'arrivo di Leone ho rivalutato l'amore per i vestiti
li infili e sei subito in ordine pronta per uscire


li amo che non segnino
che cadano morbidi e leggeri


a righe o quadretti


perfetti per il caldo che quest'anno ci fa impazzire

lui è un pezzo unico e lo trovate nello shop, ma oramai lo sapete meglio di me
le gonne la fan da padrone nel mio armadio
e con questo lino francese, pura poesia, è stato assolutamente amore


aspetto i vostri giudizi

grazie per la vostra visita

un abbraccio

fede

martedì 30 maggio 2017

J'attendrai... un sogno ad occhi aperti (ultima parte)

ieri purtroppo il pc non voleva collaborare
e quindi eccomi con un giorno di ritardo a condividere con voi la fine del racconto che Micaela ha scritto ispirata dalla mia Sartoria


se vi siete perse le precedenti parti vi lascio qui i link
la prima parte
e la terza


Torna in atelier con la stoffa in un sacchetto di carta beige, ma quando infila
le chiavi nella serratura, trova una sorpresa ad attenderla. La porta é gia aperta... il che puo significare solo una cosa. Le gambe le tremano. Con le mani sudate ed il cuore che le rimbalza nel petto apre il pesante battente in ferro e vetro ed entra. Eccola lì, in penombra, seduta alla sua scrivania invasa da scampoli di stoffa colorata. Nel suo completo grigio, troppo grande sulla sua figura esile, sembra l'ombra di se stessa. L'altéra ed affascinare madame Blanchard ha lasciato il posto ad un'anziana signora dall'aria dimessa. Marie lascia cadere il sacchetto a terra. Adeline alza la testa. Sulla scena solo loro, il ticchettio della pendola ed il rumore dei loro pensieri. Gli occhi di madame Blanchard sono velati. Marie si gira in direzione della porta pronta a fuggire ad un fiume di collera e veleno.  Appena appoggia la mano sulla maniglia, viene travolta da un grido, un suono inatteso, tonante e trionfale. Una risata. Madame Blanchard é esplosa in una risata irrefrenabile che scuote il suo corpo ossuto sotto i vestiti pesanti. Marie resta immobile incapace di pensare. Teme che dopo la risata arrivi la rabbia, il risentimento, la cattiveria. Quando l'attacco ilare , che ha riportato un po' di colore sulle guance esangui della sua titolare, si interrompe, Marie chiude gli occhi. Ha troppa paura. Si sente in colpa. 



"Di cosa hai paura Marie? Di una vecchia malata che non riesce neppur ad alzarsi da questa sedia? Pensi che sia arrabbiata, delusa, offesa? Si lo sono..." 
Gli occhi di Marie si riempiono di lacrime, "Ma solo anche sorpresa, entusiasta ed ammirata. Hai fatto più te per l'atelier in qualche mese che io in tutta la vita... Hai un quaderno pieno di ordini. Dei feedback entusiasti. Tutte vogliono una delle tue creazioni colorate e piene di vita. Gli ordini per le gonne grigie sono quasi nulli... Forse ho sbagliato Marie ad imporre il mio stile di vita agli altri ... Tu con i tuoi fiori, la tua freschezza ed i tuoi colori hai portato a queste donne quello di cui avevano più bisogno, la speranza... mentre io le coprivo con il grigiore della mia quotidianità. Brava Marie. Complimenti. Hai talento. Ora tocca a te decidere come farlo fruttare. Ora basta! Non restare lì immobile ed imbambolata. Prendi quel sacchetto che ti é caduto a terra e fuori dai piedi ragazzina". Marie scatta come una molla schiaffeggiata ed accarezzata da quelle parole. Afferra il sacchetto e corre via tanto velocemente da non sentire Adeline che le urla dietro "bonne chance" mentre un sorriso sincero le si apre sul volto.




Marie corre fino alla sua chambre de bonne. Sale le scale due alla volta e si chiude la porta alle spalle per rintanarsi nel  suo piccolo mondo. Le parole di madame Blanchard le risuonano ancora nella testa "Hai fatto più te per l'atelier in qualche mese che io in tutta la vita... Hai un quaderno pieno di ordini... Complimenti.... Hai talento. Ora tocca a te decidere come farlo fruttare..." 
Un atelier tutto suo? In realtà ci pensa da un po'. Nonna Céline le ha lasciato una piccola somma da investire e Marguerite ha trovato un piccolo locale in affitto al rez-de-chaussée del suo palazzo in rue des Tournelles ... se solo avesse il coraggio ...
Guarda l'orologio appeso sopra la cucina... sono gia le 16.30 deve consegnare la gonna entro sera. Pierre le ha lasciato un indirizzo probabilmente lo stesso della sua ragazza. 
Che giornata! Dopo aver perso il lavoro avrebbe conosciuto anche la ragazza dell'uomo di cui era innamorata... Marie prova a spingere indietro le lacrime che le bruciano negli occhi ed inizia a cucire. Lavora senza sosta, le dita le fanno male, ma non le importa, lavorare l'aiuta a non pensare. 
Puntuale, con i capelli arruffati ed il cuore in subbuglio, Marie e' all'ultimo piano del palazzo di rue Saint-Louis en l'Ile. Si dirige verso la porta con il batticuore di chi sa di dover rinunciare ad un sogno per consegnarlo in mani sconosciute. Si avvicina,  sul battente una lettera appesa alla porta in legno con una puntina. Sopra c'è un nome, il suo. Marie la apre con mani tremanti. La grafia, che non conosce, e' elegante e decisa "indossa la gonna che hai nel sacchetto e la camicetta che troverai lungo la scala che porta sul tetto. Porta con te il tuo sorriso più bello ed aspettami lì". 
Nessuna firma. Possibile che si tratti di uno scherzo? La curiosità  la spinge ad agire d'impulso. In fondo in quella giornata così strana cos'ha da perdere? 



Prende con cura la gonna che tanto ha desiderato. Bianca, con un delicato intreccio di rami di magnolia in fiore. La indossa. E' perfetta. Candida e leggera come un soffio di primavera. Sale le prime scale ed appesa al corrimano la trova, una camicetta rosa confetto, con uno scollo ampio che lascia le spalle scoperte. La stoffa leggera le scivola sulla pelle, liscia come seta. Accanto all'ultimo scalino Marie trova una scala che porta alla botola d'accesso al tetto. Con le gambe che le tremano sale, apre lo sportello ed esce. Gli occhi le si riempiono di meraviglia. Parigi e' ai suoi piedi mentre le sue dita sfiorano l'orizzonte. Le guglie di Nôtre Dame si scagliano fière contro il cielo iniettato di rosa all'ora del tramonto. La Tour Eiffel in lontananza regna solenne e silenziosa sulla città. Alle sue spalle la cupola immacolata della Basilica del Sacré Cœur. Sul pavimento un'ampia tovaglia a quadretti bianchi e rossi ed un cesto da pique-nique da cui fanno capolino una baguette ed una bottiglia di champagne. E poi fiori, tanti, tantissimi. Peonie, ortensie, rose e tulipani nelle delicate tonalità del bianco, rosa e fucsia. La musica di un vecchio grammofono suona una vecchia canzone romantica. I colombi tubano in una voliera, chambre d'hôte che mi accoglie durante il loro peregrinare. Marie ha il cuore gonfio di un sentimento che non sa ancora definire. Sui comignoli vasi a forma di calice raccolgono confetti rosa, bianchi ed avorio. E' solo allora che le capisce , e' solo allora che con un lampo di certezza sa che cosa avrebbe dovuto fare. "La sartoria dei confetti" e' sempre stata lì, dentro di lei, pronta a realizzare i sogni degli altri ed il suo. 



Sul suo volto si allarga un sorriso meraviglioso, di quelli che partono dal cuore e segnano una rinascita.  Le gambe smettono di tremare. Ed e' solo allora con gli occhi ancora puntati  sulla Tour Eiffel che lo sente. Uno sguardo intenso, protettivo e caldo posato su di lei. Un desiderio pronto a diventare realtà. Chiude gli occhi e si volta. Resta immobile. La brezza estiva le accarezza le gambe nude facendo danzare le magnolie rosa dipinte  sulla gonna, simbolo d'amore. Indimenticabile. Sarebbe rimasta per sempre la sua preferita, lo aveva capito dal primo istante. Impossibile sbagliarsi. Sente i suoi passi avvicinarsi, il suo profumo di ambra, patchouli e cassis l'avvolge in un abbraccio delicato mentre Pierre si china per baciarla. Restano così, intrecciati come rami di magnolia sullo sfondo di una Parigi in rosa, mentre i loro occhi si scambiano una promessa silenziosa che li legherà per sempre".


spero vi sia piaciuto quanto è piaciuto a me

vorrei ringraziare Micaela semplicemente per essere lei, una donna con un carisma incredibile che mi è piaciuta moltissimo e ringrazio di averla incontrata, anche se per ora solo virtualmente
e Claudia che intravedete in alcuni scatti di questi post nonchè fotografa di molti di essi che sto conoscendo e si sta rivelando anche lei una splendida scoperta

sicuramente quest'avventura è uno degli splendidi regali che il web mi ha fatto

buona giornata

Fede

mercoledì 24 maggio 2017

Pantaloni

buongiorno,
vi offro un caffè, per me rappresenta il fermarsi un attimo


e cosa meglio di un caffè per farvi conoscere loro : i panta 


sono una persona assolutamente impulsiva , se mi balena un'idea ho bisogno di vederla subito realizzata, e così complice un tessuto a righe eccoli li che prendono vita
morbidi lunghezza a metà polpaccio, personalizzabili al 100 per 100


si sa le righe per la maggior parte di noi sono una vera e propria dipendenza
le amiamo stanno con tutto tinte unite o fantasie poco importa le righe ci fanno sentire bene
credo sia per questo che le righe sono in assoluto i primi tessuti che guardo quando sono nei magazzini dei fornitori, 
sono sempre le righe il primo tessuto con la quale faccio un prototipo
e se non so cosa mettere la maglia a righe è sempre la soluzione
nascono così i Panta che chiamerei Circo
perché un po' a questa immagine mi fanno pensare


spero vi piaceranno

un abbraccio
Fede


martedì 23 maggio 2017

J'ATTENDRAI ... UN SOGNO AD OCCHI APERTI (TERZA PARTE)


buongiorno fanciulle, vi lascio la terza parte del delizioso racconto che Micaela ha scritto ispirandosi alla mia Sartoria..

La prima parte, se vi è sfuggita la trovate qui
la seconda invece qui

ma ora vi lascio al racconto aspettando come sempre il vostro parere..



Ma i segreti sono difficili da mantenere e Marguerite con la sua nuova gonna a righe rosso rubìno, ciliegia e grigio, ha un tale successo che la voce si sparge e la curiosità delle clienti dell'atelier per le creazioni di Marie aumenta di giorno in giorno. 
Ed e' così che Marie crea le "triomphe de fleur d'orange" per Béatrice Moreau, una magnifica gonna in pizzo corallo che la ragazza, ex ballerina di danza classica,
ha indossato ad una cena  per conquistare il cuore del suo ex coreografo. 


Madame Blanchard telefona tutte le mattine e tutte le sere e Marie, per il senso di colpa, cerca di esser breve e concisa, perché sa che quella donna sa leggere oltre le righe e probabilmente inizia ad intuire qualcosa... perché i suoi interrogatori solo sempre più serrati...
Ma il suo spirito creativo ha preso il sopravvento e poi c'è un'altra novità che la rende audace, energica e piena di spirito d'iniziativa. 
Cosa succede quando ci si innamora? Marie se l'era chiesto più volte, ma non era mai riuscita a comprenderlo perché non si era mai innamorata davvero. Non aveva mai provato quella sensazione di leggerezza che ti fa mettere le ali e girare leggermente la testa, che ti fa vivere
in un costante e piacevole senso d'ebrezza. Non aveva mai avuto le farfalle nello stomaco... quella sensazione di insaziabile sazietà che solo l'amore sa dare... non aveva mai avuto quel batticuore che ti riporta alla vita che ti rende più bella, affascinante e seducente... Non aveva ancora incontrato lui. 
Pierre Perrin, alto, magro, capelli pettinati dal vento e sorriso che incanta, da qualche giorno aveva preso il posto del padre, tornato a vivere nella sua Bretagna. 



Pierre, iscritto all scuola di Belle Arti era un aspirante scultore. Marie l'aveva scoperto durante le  loro chiacchierate quotidiane all'ora di pranzo sui prati di Place des Vosges diventate preziose come la vita ed indispensabili come un respiro... 
Pierre aveva promesso al padre d prendersi cura dei suoi colombi. Sotto lo stesso baschetto bordeaux ogni giorno tornava ad occuparsi di loro... e di Marie che per quegli incontri si era cucita la Primavera addosso. Le sue gonne erano un trionfo di foglie e fiori colorati. Marie ricercava meticolosamente le stoffe per le sue creazioni. Per lei ogni volta era un coup de coeur, se non sentiva quel pizzico tra pancia e cuore non le comprava, anche se le sembravano oggettivamente belle... dovevano conquistarla... non solo affascinarla.



Era stato così anche con Pierre. L'aveva conquistata con il suono della sua risata, la sua intelligenza, il suo charme, il sorprendente scintillio in fondo agli occhi grigi... ma non le aveva mai chiesto di uscire, mai mostrato un interesse che andasse oltre l'amicizia, mai tentato di baciarla. Eppure Marie sentiva che tra loro c'era qualcosa di speciale... quella sensazione tra anima e cuore... ma poteva anche sbagliarsi. Pensava a lui in continuazione. Con lui aveva condiviso i suoi segreti. Gli aveva aperto il cuore. Gli aveva raccontato di sua nonna Céline, di madame Blanchard, dell'atelelier é di quello che stava combinando. Rideva con lui, a volte si commuoveva, era bello esser completamente se stessa. Aveva raccontato tutto a Marguerite che era diventata la sua migliore amica e confidente, ma anche lei non riusciva a capire cosa provasse per Marie il giovane scultore. 
Finché un giorno Pierre non la sorprende con una richiesta.
"Ho bisogno di un favore Marie". 
"Qualsiasi cosa. Basta che tu chieda" risponde spavalda, felice di poter fare qualcosa per lui.
"Ho bisogno di una delle tue gonne meravigliose, per una mia amica. Dev'essere speciale. Per un'occasione unica. Devi promettermi che la realizzerai come se fosse per te. Pensa alla gonna più romantica che tu possa immaginare e realizzarla per me. Puoi aiutarmi Marie?"



É una splendida giornata di sole, ma negli occhi di Marie scende un'ombra e nel cuore il gelo. C'e' un ragazza nella vita di Pierre... speciale a giudicare dalla sua richiesta... Ma non puo' tirarsi indietro, così con un filo di voce si veste di un sorriso finto: 
"Certo. Dammi il tempo di trovare la stoffa adatta e sarà fatto"
Per la prima volta Pierre le da un bacio sulla guancia ebbro di gioia 
"Non metterci troppo però!" 
Si alza e le rivolge uno sguardo bellissimo e felice che Marie avrebbe difficilmente dimenticato, la saluta e mani in tasca e morale alle stelle si dirige verso il suo studio in rue Beautreillis. 


Marie, con le gambe pesanti come piombo e un macigno sul cuore, si dirige verso l'atelier dove ormai realizza i desideri delle clienti vestendo la loro personalità e realizzando i loro desideri. Oggi é il turno di madame Paulette, che stanca di una vita di rinunce ha mollato il marito, ricco, fedifrago ed egoista,  per viaggiare e scoprire  il mondo. Per lei Marie ha trovato una stoffa bellissima, con delle mongolfiere, che e' un autentico inno alla libertà. Dopo madame Paulette ha appuntamento con Louise Binot, ex avvocato che ha rinunciato alla carriera per dedicarsi alla sua grande passione, la ceramica. Per lei Marie ha cucito una stoffa che riprende delle antiche mattonelle dipinte a mano eleganti, preziose e chic. Ormai la sua fantasia non ha più limiti, resta sveglia la notte per cucire nella sua chambre de bonne. Ma non e' stanca. E' felice, come quando cuciva accanto a nonna Céline. Era sempre con lei, in ogni gesto, in ogni respiro. 


Aveva trovato la stoffa per l'amica di Pierre una domenica di maggio, su una bancarella del marche' d'Aligre. Se ne era innamorata subito, senza incertezze, senza esitazione. Sarebbe stata perfetta per il primo appuntamento con Pierre, semplice e romantica eppur così elegante... pensarla indosso ad un'altra le faceva male. Troppo. Ma una promessa e' una promessa e lei lavorava per questo, per realizzare desideri. 


grazie per la vostra visita

 vi consiglio caldamente un salto nel blog di Micaela , la mia scrittrice modella, 
nell'utima foto assieme a lei c'è Claudia , la mia seconda modella.

un abbraccio

Fede

giovedì 18 maggio 2017

tempo e ciambelle al cioccolato

Leone ha già 5 mesi
per dirla tutta a settembre Vic andrà alla scuola media
Ettore compirà 9 anni
il tempo sembra sfuggire dalle mani

per fermarlo nella mia mente spesso lo collego a un profumo a un momento solo mio e dei bimbi
ultimamente la ciambella al cioccolato sta diventando un rito bloccatempo


Ettore ama prepararla alla sera
quando Leone dorme, fortunatamente si addormenta verso le 20.30 e così abbiamo tutto il tempo
di osservare la torta lievitare nel forno


come potete osservare ne ho diverse versione fatte in giorni diversi, 
 da noi una torta più di un giorno non dura,
e come per i film andiamo a periodi e questo senza ombra di dubbio è il periodo della 
Ciambella di Ettore

Ricettina ciambella al cioccolato di ETTORE
(questo titolo che mi fa pensare un po' pensare alla crema alla Edgard degli Aristogatti)

ingredienti
3 uova
zucchero 150 gr (Ettore direbbe tanto se no non si può chiamare dolce)
1 tazzina olio semi (125 ml)
1 tazzina acqua (125 ml)
250 gr farina
2 cucchiai cacao amaro
1 bustina lievito

forno 180 gradi per 30 minutini

p.s. abbondante zucchero a velo 


se la provate fatemi sapere

un abbraccio

Fede

lunedì 15 maggio 2017

J'attendrai... un sogno ad occhi aperti (seconda puntata)


"... Il suono della campanella della porta d'ingresso la scuote dal suo torpore. Si congeda da madame Blanchard e corre ad aprire. Sulla soglia mademoiselle Duval. Capo chino, capelli raccolti e voce sussurrata, Marguerite Duval e' la timidezza in persona. Insegnante di pianoforte e' una delle clienti abituali del negozio. Le sue gonne sono sempre tutte sotto al ginocchio nella tonalità grigio talpa. Tutte inevitabilmente identiche. A volte varia nella lunghezza, un centimetro massimo, mai di più! Indossa una delle sue innumerevoli camicette bianche con il colletto alto ed il fiocco nero davanti. Ai piedi un unico tocco di colore, un paio di ballerine rosso rubino che ha sempre fatto sospettare a Marie, che sotto la corazza di contegno e timidezza, mademoiselle Duval sia un vulcano pronto ad esplodere. 



Marie segue il suo sguardo e vede che si accende di interesse quando si posa sulla sua gonna. Accidenti a lei. La telefonata con madame Blanchard l'ha talmente sconvolta che si e' dimenticata di cambiarsi ed indossa ancora la sua gonna a fiori svolazzante e vivace. 
"Buongiorno mademoiselle, si accomodi nel salottino di prova. Io corro a cambiarmi ed arrivo subito" 



Marie lascia entrare Marguerite e scappa ad indossare la sua divisa rigorosamente grigia. Con guance rosse per l'imbarazzo e le mani sudate per l'agitazione entra nel salottino quesi correndo. Margherite e' seduta sul divanetto in raso, le mani posate in grembo contratte come se stesse lottando contro se stessa per vincer il disagio e fare un salto oltre l'ostacolo. Quando Marie si avvicina con le gonne di prova, la ragazza con una voce sottile, che Marie riconosce appena, le chiede 
"Quella gonna... il modello che indossava prima ... la producete qui in atelier?". 
Marie colta di sorpresa china la testa e sussurra.  
"Oh non e' nulla mademoiselle e' solo una delle mie creazioni... le faccio per me, solo per me. Le indosso nella vita privata e mai sul lavoro e le sarei grata se non ne facesse parola con madame Blanchard...".
"Le fa lei?"
"Si. Mi ha insegnato mia nonna a cucire. E' una passione che ci ha unito in passato e ci unisce ancora oggi che lei non c'e più"
Marie si commuove. Raramente parla di sua nonna e del suo passato. Da quando e' arrivata a Parigi ed ha trovato lavoro all'atelier vive praticamente sempre lì e la sera quando arriva nella sua chambre de bonne con vista sui tetti e' talmente tanto stanca da non aver altro desiderio se non quello di stendersi sul letto ed addormentarsi il più velocemente possibile. 
Marguerite si siede ed invita Marie a farle compagnia...



La ragazza sorpresa ed imbarazzata in un primo momento rifiuta, ma poi vinta da quella giornata ricca di emozioni si lascia cadere sul raso delicato del sofà. 
Marguerite guarda Marie diritta negli occhi ostentando una sicurezza che la ragazza non aveva mai neppure lontanamente  intravisto. 
"Ne faccia una per me. Una delle sue bellissime gonne colorate. La prego Marie non dica di no". 
Marie non sa cosa rispondere 
"Ma io veramente... "
" So cosa sta pensando. Se lo tolga dalla testa... ho visto come la tratta madame Blanchard é sebbene io rispetti il talento ed il suo spirito creativo non condivido tutto ciò che fa o pensa. Lei,  mia cara e' un'anima gentile e romantica ed e' quel che mette in ciò che crea e' stupefacente. Da tempo sento un'insisente voglia di cambiamento, ma, fino ad oggi, non avevo capito che cosa desiderassi davvero... Non mi chieda perché, ma sono convinta che lei puo aiutarmi... Se mi osserva cosa vede?"
Marie ancora confusa osserva Marguerite nei suoi occhi scuri e dietro all'espressione seria li vede sorridere... 



"Vedo del rosso... rubino... ciliegia e ancora del grigio, ma deciso ... Ragione e sentimento. Passione ed intelligenza. Colori vivi, nessuna sfumatura. Vedo carattere, se fosse musica, un tango, se fosse un libro Cime Tempestose... ecco cosa vedo".
Marie e' un fiume in piena. Inarrestabile. La sua foga creativa, a lungo repressa, ha rotto gli argini. 
Quando alza lo sguardo ancora infervorata ed osserva il bel volto di Marguerite Duval, per la prima volta la vede sorridere non solo con lo sguardo, ma con ogni parte del viso... ogni poro della pelle, ogni muscolo del corpo... 
Marguerite Duval stava sbocciando e lei l'avrebbe aiutata a fiorire! Per un attimo pensa alle conseguenze di quel che sta per fare..., ma se riesce a mantenere il segreto... e nello stesso tempo realizzare la richiesta di mademoiselle Dumas perché no... La passione che la spinge e' troppo grande... 
Quando le due ragazze si congedano si scambiano uno sguardo complice che solo chi condivide un segreto può comprendere..."


grazie per essere passate vi aspettiamo martedì prossimo 
la prima parte la trovate qui

un abbraccio

Fede

p.s. un grandissimo grazie a Micaela per essere semplicemente Lei

giovedì 11 maggio 2017

Fiocco nascita ovvero pon pon lover

Non conoscendo il sesso della pancia avevo optato per preparare la versione maschile e femminile di una semplicissima ghirlanda di pon pon , che poteva poi  essere arricchita poi a proprio gusto, mio marito ovviamente non ha esitato alla possibilità di trovare già a casa entrambi i fiocchi senza dover lui andare alla ricerca..


la mia passione per il tulle è risaputa e così ho optato per preparare tanti pon pon vi lascio il link del tutorial che avevo fatto lo scorso anno,
e utilizzando una base circolare di metallo o semplicemente annodato tutti i pon pon fino a rimpiere tutto il cerchio
la ghirlanda è ancora appesa alla porta nonostante siano passati 5 mesi


un po' per pigrizia un po' per rimanere legata all'idea che lui è ancora piccino


spero possa essere un'idea utile per realizzare il vostro fiocco nascita

un abbraccio

Fede

p.s. il carillon ad angelo è di Thun ed è stato amore a prima vista

martedì 9 maggio 2017

J'attendrai ... un sogno ad occhi aperti



quando ho sentito Micaela la prima volta ho capito subito che sarebbe stata parte della mia Sartoria,
il suo entusiasmo contagioso, il suo essere così parigina mi hanno subito conquistata, e io che con le parole non sono molto brava, ho trovato in lei una donna con un dono puro , quando ho letto il racconto ispirato alla mia Sartoria, al mio lavoro, beh è stato davvero emozionante, è strano come persone che vivono lontane da noi a volte ci entrino nel cuore, così
 in punta di piedi con dolce eleganza



poi lei vive a Parigi, luogo incantato, ricco di ispirazione , e immaginare la mia Sartoria in un luogo incantato è davvero un sogno, e  non solo mi ha regalato un racconto emozionante, ma le foto che vedrete sono state tutte fatte a Parigi da Micaela e Claudia 
vi lascio l'inizio del racconto, attendo i vostri pareri


"... Seduta su una  panchina di Place des Vosges, Marie mani appoggiate sulla gonna e pensieri sciolti, osserva la gente sfilare sotto i suoi occhi incurante della storia che sta nascendo nella sua testa. Le succede sempre così in quel posto incantato dove il colore delle facciate si confonde con quello del cielo, dove la vie en rose, da romantico sottofondo di uno stato d'animo, si trasforma magicamente in realtà. 



E' romantica Marie, lo e' sempre stata... e nostalgica. Ma la sua non e' una nostalgia fatta di rimorsi, rimpianti e ricordi di tempi felici che non torneranno più'... e' una nostalgia dolce ... un pozzo di immagini gioiose che si confondono con i voli della fantasia, una tavolozza di colori dove intingere il pennello della sua creatività. Marie si guarda intorno. Monsieur Perrin, che come ogni giorno, alla stessa ora, con il suo impermeabile consumato ed il  baschetto bordeaux, viene a dare da mangiare ai colombi, la saluta con un cenno gentile allontanandosi ingobbito sotto il peso delle tante primavere. 
E' l'ora. Marie si alza scollandosi dalla delicata gonna in lino francese le briciole dei macaron di Pierre Hermé che ha assaporato con gusto e lentezza. Una pioggia di coriandoli color pastello, dessert gradito per gli amici alati di monsieur Perrin. Oggi indossa una delle sue creazioni preferite, sfondo beige e fiori di ciliegio, un assaggio di una primavera ancora accennata, ma che lei porta sempre nel cuore. Deve correre all'atelier di madame Blanchard, "Le bonton est un nuance de gris" e cambiarsi al volo prima che l'austera stilista arrivi puntuale come sempre alle 15.30 spaccate. 



Adeline Blanchard, classe 1950, ex icona di Givenchy, e' famosa in tutta Parigi per l'eleganza "impeccable"delle sue gonne, che disegna e produce, in tutte le sfumature di grigio. 
Quando Marie, estro e colore, sorriso contagioso e buonumore, era stata assunta all'atelier come apprendista, aveva fatto i salti per la gioia, ma non sapeva ancora cosa avrebbe dovuto sopportare. Madame Blanchard le aveva imposto un look in linea con il negozio, storcendo il naso davanti ai vestiti ed allo spirito arcobaleno della ragazza. 
"Marie stai composta", "Non ridere smodatamente, basta un sorriso appena accennato", "asseconda le clienti e non cercare di cambiare il loro gusto ed il loro stile". Marie a malincuore aveva rinchiuso la sua naturale vivacità in un cassetto e grata per quell'opportunita, aveva chinato la testa al volere di madame Blanchard. Ha sempre amato cucire, lo trova rilassante. Sente ancora la voce di sua nonna Cécile che la guida sotto il sole tiepido della campagna provenzale dove ha trascorso la sua infanzia, tra la sferzante foga del mistral, che tinge il cielo di blu, ed il profumo dei campi di lavanda, un mare viola dove tuffarsi a cuore aperto. 



E' cresciuta nel colore ed ora si trova circondata dalle ombre, declinare in ogni sfumatura di grigio...  
Arriva all'atelier alla 15.31 un minuto di ritardo che le costerà una ramanzina e una penalità sullo stipendio. La porta e' ancora chiusa a chiave e le luci sono spente. In un anno non e' mai capitato che madame Blancharde non spaccasse il minuto. Neppure il tempo di varcare la soglia che il vecchio telefono vintage squilla. Marie si precipita a rispondere:
"Ho provato un minuto fa e tu ancora non c'eri. Sei in ritardo Marie?"
Marie stenta a riconoscere in quella voce afona madame Blanchard, ma il tono caustico e' inequivocabilmente il suo.
"Ero in bagno madame"
"E così adesso abbiamo imparato anche a mentire Marie..."
Ma come faceva a leggerle nel pensiero? 



"Madame io...mmm" Marie rossa come un peperone balbetta imbarazzata cercando una via d'uscita.
"Poco importa Marie. Ascoltami bene. Purtroppo mi trovo costretta a restate qualche giorno a casa. Non mi era mai successo in trent'anni di onorata carriera. Ho preso una brutta bronchite ed i medici mi hanno vietato di uscire di casa. Pertanto, visto che gli appuntamenti sono già tutti fissati, sarai te a sostituirmi in atelier".

Marie vacilla... si deve tenere alla scrivania per non perdere l'equilibrio... Ha sentito bene? "




Ringrazio per le foto Micaela e Claudia grazie per la vostra complicità che traspare da ogni foto

Spero vi sia piaciuto, io lo adoro, Micaela cara non smetterò mai di ringraziarti per questo dono 

la prossima puntata sarà pubblicata il 16 maggio

un abbraccio

Fede